Il Missionario sacerdote, esploratore, diplomatico e persino combattente

Girolamo nacque ad Enna nel 1568.
Il 2 febbraio 1586 entrò, all’età di diciotto anni, nella Compagnia di Gesù a Messina. Dopo il noviziato, egli completò gli studi per il sacerdozio nei collegi di Bivona e di Palermo.
In quei tempi e soprattutto nei collegi dei padri Gesuiti si parlava dell’attività missionaria svolta dalla Compagnia nell’estremo oriente e, in particolare in Giappone dove S. Francesco Saverio, già nel 1549, aveva creato delle comunità di fedeli.
Il giovane Girolamo sentì la vocazione di partecipare alla grande opera d’evangelizzazione dell’oriente e la sua richiesta fu tanto insistente che nel 1595 partì ancor prima di essere ordinato sacerdote.
A Lisbona la Compagnia di Gesù, preparava i religiosi destinati alle missioni in Oriente e provvedeva all’organizzazione delle spedizioni.
Così, Girolamo fece tappa nella capitale del Portogallo per imparare la lingua e i costumi.
In questa città fu ordinato sacerdote. Nel marzo 1599 avvenne la spedizione per l’Oriente e Girolamo imbarcato nella grossa nave vedeva, finalmente, avverarsi il suo desiderio di missionario.
Il viaggio non fu felice per via della peste che colpì parte dell’equipaggio e per via del caldo che adulterò parte del cibo.
Dopo nove mesi di navigazione, ai primi del 1600, la nave approdò a Capo di Buona Speranza e riprese il viaggio dopo tre mesi. Finalmente nella primavera del 1602 la nave approdò a Nagasaki. In quel periodo, in Giappone, i missionari francescani e gesuiti avevano creato più di duecento comunità.
Purtroppo la situazione politica del Giappone cambiò e l’ostilità del nuovo governo portò alle prime persecuzioni dei cristiani.
Girolamo per il suo dinamismo, per le doti organizzative e per la capacità di entrare in rapporti amichevoli con i giapponesi fu destinato alla missione di Fushimi.
Il suo infaticabile zelo portò al notevole aumento dei fedeli il cui numero passò da mille a diecimila.
Negli otto anni di permanenza in quella città, entrò in dimestichezza con gli ambienti locali, assimilandone costumi e usanze e stabilendo rapporti sociali e di stima.
Da Fushimi fu trasferito a Sumpu dove fondò la prima residenza missionaria dei gesuiti.
Nel febbraio del 1614 un nuovo editto vietò il cristianesimo in tutto il Giappone e Girolamo dovette lasciare Sumpu per rifugiarsi a Meaco e da lì a Nagasaki mentre la persecuzione era violentissima.
Le tremende avversità non scoraggiarono Girolamo che grazie alla perfetta conoscenza del giapponese e dei territori aiutò i fedeli perseguitati.
Vestitosi alla giapponese e conoscendo i rischi a cui andava incontro, la sua avventura umana assunse un rilievo straordinario che lo vide ad un tempo missionario, sacerdote, esploratore, diplomatico e persino combattente.
Viaggiava a piedi e portava con sè tutto ciò che era indispensabile per la celebrazione della S. Messa e al suo passaggio tanti erano quelli che gli chiedevano il battesimo.
Arrestato e incarcerato, dopo tormenti di ogni genere, fu arso vivo nella città di Yendo ( Tokio ) il 4 dicembre del 1623.
Dei fedeli riuscirono, di nascosto, a recuperare il suo cranio e a consegnarlo agli ultimi padri gesuiti che ancora vivevano in clandestinità e che si accingevano a lasciare il Giappone.
Nel 1659 fu iniziato il processo di beatificazione e fu consegnato alla città di Enna, perchè potesse essere oggetto di culto, il cranio di Girolamo De Angelis.
Attualmente la reliquia insieme ai documenti è conservata nella chiesa di S.Marco di Enna.