Il Cammino della Croce dal profumo di Rosa

Benedetta nacque a Dovadola, in provincia di Forlì, l’8 agosto 1936. Già in tenera età si ammalò di poliomielite. Nel maggio 1944 nella piccola Chiesa dell’Annunziata, a Dovadola, fece la prima Comunione e in quell’occasione ricevette in dono una corona del Rosario che portò sempre con sè. Completati gli studi liceali si trasferì a Milano e si iscrisse in Medicina per vocazione, essendo in lei vivo il desiderio di dedicarsi a tempo pieno ai sofferenti. Ma Benedetta si ammalò e le fu diagnosticata una grave malattia molto rara: la neurofibromatosi diffusa. La malattia avanzò progressivamente fino ad interessare la vista e l’udito e compromettere gli studi. La malattia fu così grave tanto da immobilizzarla a letto. Benedetta trascorreva, così, nel suo letto le giornate con gran sofferenza fisica. Nel maggio del 1962 Benedetta va a Lourdes col treno bianco dell’UNITALSI, un viaggio tanto desiderato. Lei dirà:”Attraverso un periodo d’aridità, spero di passarlo con l’aiuto della S. Vergine che è la più dolce delle madri”. Piena di fiducia nella Consolatrice degli afflitti, Benedetta ha un desiderio: “Desidero guarire per farmi suora. Ho fatto voto”. Ma altri erano i disegni di Dio su di lei. Benedetta va una seconda volta a Lourdes e in quest’occasione il suo cuore si aprì ad una vocazione molto grande: quella della croce. Scrisse così: “Dalla città della Madonna si torna nuovamente capaci di lottare, con più dolcezza, pazienza e serenità. Ed io mi sono accorta, più che mai, della ricchezza del mio stato, e non desidero altro che conservarlo”. Benedetta in questo suo abbandono alla sofferenza fa il cammino della croce con grandissima fede e amore, soffrendo anche per gli altri. Tanti le scrivono e Benedetta risponde ad ognuno con molta fatica. La sua stanzetta diventa un crocevia d’amici e di tanti che desideravano da lei una parola di conforto. Alcune ore prima di morire, la mattina del 23 gennaio 1964, memoria dello Sposalizio della Vergine, Benedetta ebbe la notizia che straordinariamente una rosa bianca era fiorita, fuori stagione, nel suo giardino. Tante sono le riflessioni molto profonde che Benedetta ci ha lasciato trasmettendoci il vero senso della fede, della generosità, del coraggio e dell’amore. La Chiesa l’ha dichiarata Venerabile nel dicembre 1993.