Il senso del dovere del coraggioso questore, martire per Amore

Nacque a Montella in provincia di Avellino il 31 Maggio 1909.
La sua giovinezza fu ispirata ai valori della fede e al servizio ricevendo dai genitori un’educazione seria e solida.
Dopo il servizio militare si laureò in giurisprudenza ed entrò in polizia.
All’età di 36 anni, il 5 novembre 1937, prese servizio a Fiume come commissario, assumendo la responsabilità dell’ufficio stranieri.
Questa attività istituzionale portò Giovanni al diretto contatto con l’atroce realtà delle condizioni dei cittadini ebrei, con la loro sofferenza, le persecuzioni e le deportazioni.
Il suo incarico di responsabile gli offrì, così, la possibilità di organizzare, con l’aiuto di alcuni fidati collaboratori, una rete di prima assistenza per i profughi in arrivo a Fiume.
Inoltre attraverso lo zio vescovo e tanti altri cristiani, Giovanni si attivò per salvare dallo sterminio circa 5000 ebrei.
Non a caso questi ” Fratelli maggiori ” nella fede di Abramo, lo hanno già solennemente annoverato tra i ” giusti delle genti “.
Preso da quello che considerava ormai il suo primo dovere morale e di cristiano, Giovanni s’oppose con forza al suo trasferimento a Caserta e grazie a questa sua determinazione, il Ministero degli Interni lo fece rimanere a Fiume.
Così continuò la sua opera trovando presso famiglie amiche abitanti in città e fuori, luoghi sicuri in cui nascondere gli ebrei, garantendone anche il vitto, e nello stesso tempo ostacolò i provvedimenti di confisca riguardanti le famiglie ebraiche.
Numerose volte Giovanni riuscì ad organizzare vie di fuga anche per mare facendo sbarcare gli ebrei sui litorali adriatici del meridione dietro le linee alleate.
Consapevole dei gravissimi rischi ai quali lo esponeva la decisione delle sue scelte seguì fino in fondo la via che lo condusse al martirio.
Giovanni venne arrestato dai nazisti nel settembre del 1944 e deportato in Germania.
Le sevizie e le privazioni del campo di sterminio, a Dachau, ne troncarono il 10 febbraio 1945, alla vigilia della liberazione, la mirabile esistenza.
Lo Stato Italiano lo ha onorato con una medaglia d’oro al merito civile nel 1995 ed è in corso il processo per la causa di beatificazione