La vergine fedele sino all’atroce martirio

Agata nacque nel 235 da una famiglia nobile di Catania che, a causa delle persecuzioni, viveva in clandestinità la fede cristiana.
Il proconsole romano Quinziano venendo a sapere che Agata, appena quindicenne, si era consacrata a Dio la fece arrestare.
In realtà Quinziano aveva posto sulla giovane il proposito di possederla.
La giovane fu pertanto affidata ad una cortigiana, sacerdotessa di Venere, dedita alla prostituzione sacra. Agata si oppose con energia e netto rifiuto all’adorazione degli dei pagani facendo, così, adirare il proconsole che ordinò, visto l’insuccesso, la reclusione in carcere con il digiuno forzato.
Durante la detenzione la giovane fu sottoposta, anche, ad atroci torture durante le quali le furono strappate le mammelle con grosse e grandi tenaglie.
La notte dopo il supplizio, le venne in soccorso un angelo che la consolò e la medicò.
Le ferite guarirono rapidamente e inoltre si ebbe la prodigiosa ricrescita del seno.
In seguito a questo fatto eccezionale, Agata, fu ricondotta davanti al proconsole, che infastidito dall’evento miracoloso ordinò la sua uccisione.
Così la giovane fu fatta sdraiare su un letto di carboni accesi e fu martoriata con lamine infuocate.
Mentre le sue carni bruciavano il velo rosso che indossava, come simbolo del suo sposalizio con Cristo, rimase miracolosamente intatto.
Durante il martirio la città fu scossa da un terremoto tanto violento da far fuggire Quinziano, il quale nel precipitoso abbandono della città annegò nel fiume Simeto.
Mentre la città era in preda al panico Agata spirava, alla presenza di molti testimoni, pregando e ringraziando Dio di averle conservato la verginità, era il 5 febbraio 251.
Un anno dopo la sua morte, il 5 febbraio del 252, la lava dell’Etna era giunta in prossimità di Catania con l’imminente pericolo per la città e i suoi abitanti.
Alcuni devoti ebbero l’iniziativa di distendere il velo rosso, appartenuto ad Agata, davanti alla colata lavica che miracolosamente si arrestò.
Così ogni 5 febbraio, Catania festeggia la sua Patrona e tale festa è stata dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO.
S.Agata è festeggiata come patrona anche in altri 44 comuni italiani, 14 dei quali ne portano il nome, inoltre è patrona della Repubblica di S.Marino.