Il Vescovo taumaturgo

Nacque in Irlanda nei primi del VII secolo. Dopo la morte dei genitori, distribuiti i suoi averi ai poveri, chiese di essere ammesso come allievo nel celebre monastero di Lismore. Fattosi sacerdote il Signore gli volle concedere vari miracoli fra cui il risveglio di un morto. A causa di quest’ultimo miracolo Cataldo fu denunziato per esercizio d’arti magiche al re di Munster che ne dispose l’arresto. La morte improvvisa del suo accusatore e l’apparizione notturna di due angeli al re, portarono alla scarcerazione di Cataldo e alla sua nomina a Vescovo di Rachan. Dopo aver retto per alcuni anni la diocesi, Cataldo partì pellegrino in Terra Santa. Al suo ritorno compì in mare alcuni miracoli, risuscitando un marinaio caduto dall’albero della nave e sedando la tempesta che fece affondare la stessa nave. Cataldo naufragato nel golfo di Taranto s’incamminò verso la città guarendo ammalati che incontrava per strada come una sordomuta e un mendicante cieco che dopo la guarigione si fece da lui battezzare. A richiesta dei Tarantini, che in quel momento erano senza vescovo, accettò di salire nel seggio episcopale e si dedicò subito con grande zelo alla predicazione e alla riforma dei costumi del clero e del popolo, risollevando la liturgia e specialmente la recitazione dell’ufficio divino e facendo costruire nuove chiese. Morì dopo aver retto la chiesa di Taranto per circa quindici anni. L’8 di Marzo della fine del VII secolo fu sepolto sotto il pavimento della cattedrale. Nel 927 la città di Taranto distrutta dai Saraceni e ridotta ad un mucchio di rovine rimase abbandonata per quarant’anni. I lavori di ristrutturazione della cattedrale di Taranto, avvenuti nel 1071, fecero ritrovare il corpo di S.Cataldo che per disposizioni dell’allora vescovo Drogone fu alloggiato sotto l’altare maggiore della nuova cattedrale. In quell’occasione si ebbero quattro grandi guarigioni miracolose. Nel 1107 si compì una ricognizione delle reliquie e nel 1151 fu fatta la traslazione delle ossa del santo dall’altare maggiore alla cappella speciale fatta costruire dall’arcivescovo Giraldo. In tale circostanza, avvennero numerose guarigioni di paralitici, epilettici e ciechi.