La Principessa che amò tanto i poveri e gli ammalati

Figlia del re d’Ungheria Andrea II e della regina Gertrude. Già a quattro anni fu promessa in sposa a Ludovico. Nel 1221 Elisabetta, appena quattordicenne, sposò solennemente Ludovico che nel 1217 era succeduto al padre, sovrano di una ricca regione tedesca indipendente. Elisabetta e Ludovico ebbero tre figli Ermanno, Sofia e Gertrude. Ludovico partito per la sesta crociata in Terrasanta morì per un malattia contagiosa ed Elisabetta, appena ventenne e rimasta vedova con tre figli, attraversò un momento di gran prova. Elisabetta si ritiròad Eisenach, poi nel castello di Pottenstein per scegliere infine come dimora una modesta casa di Marburg. Ad Elisabetta le furono tolti anche i figli da parte dei cognati che non approvarono la scelta della sua vita austera. Iscrittasi al terz’ordine francescano, offrì tutta se stessa agli ultimi, visitando tutti quelli che erano nella miseria e nella malattia e raccogliendo aiuti anche facendosi mendicante. Elisabetta a Marburg fece edificare a proprie spese un ospedale, riducendosi in povertà. Visse la sua vedovanza da povera rinunciando pure al ritorno in Ungheria, come avrebbero voluto i suoi genitori. Morì a Marburg, in Germania il 17 novembre 1231 e subito dopo la sua morte, per i numerosi prodigi che, papa Gregorio IX ordinò l’inchiesta che nel 1235 si concluse con la canonizzazione presieduta dello stesso papa. I suoi resti, trafugati da Marburg durante i conflitti al tempo della riforma protestante, sono ora custoditi in parte a Vienna.