Il Medico Santo

Nacque a Benevento il 25 luglio del 1880, settimo di nove figli dei coniugi Francesco Moscati e Rosa dei marchesi del Roseto.
Il padre nel 1881 fu promosso alla Corte d’Appello di Ancona e in seguito, nei primi mesi del 1888, si trasferì a Napoli essendo stato nominato consigliere di Corte d’Appello di quella città..
Giuseppe Moscati entrò nell’università di Napoli ai primi di ottobre del 1897 e il 4 agosto del 1903 conseguì la laurea in medicina con pieni voti e con tesi degna di pubblicazione.
A distanza di cinque mesi dalla laurea fu vincitore del concorso per coadiutore negli Ospedali Riuniti.
Della commissione faceva parte l’illustre professor Antonio Cardarelli che strabiliato dalla preparazione di Giuseppe lo volle come suo medico di famiglia.
In seguito superò nel 1908 il concorso per assistente ordinario per la cattedra di chimica fisiologica e nel 1911 il concorso per coadiutore all’Ospedale degli Incurabili.
Nel 1911 un’epidemia di colera colpì Napoli ed egli fu chiamato a svolgere la sua opera di ricerca presso l’Ispettorato della Sanità Pubblica alla quale presentò una relazione sulle opere necessarie per il risanamento della città.
Nello stesso anno, gli fu conferita la libera docenza in Chimica Fisiologica, per proposta del professor Antonio Cardarelli.
Fu anche socio della Reale Accademia Medico-chirurgica e direttore dell’Istituto di Anatomia Patologica.
Fu uno dei primi medici in Italia a sperimentare la terapia insulinica.
Era stimato dai giovani medici in tirocinio che lo seguivano, come di consueto, durante le visite ai pazienti.
Il prof. Moscati spesso diceva: – “Gli ammalati sono le figure di Gesù Cristo”.
La visita agli ammalati non era mai sbrigativa, anzi a prevalere era il sempre il rapporto umano basato soprattutto sulla fiducia.
L’attenzione alle malattie del corpo e dello spirito per il prof. Moscati erano inscindibili.
Molte volte andando al capezzale d’ammalati, che non potevano pagare la parcella, metteva di nascosto sotto il loro cuscino dei soldi necessari per comprare le medicine.
Il 12 aprile 1927 dopo aver partecipato, come di sua consuetudine, alla S. Messa e dopo essersi recato in ospedale rincasò per consumare un pranzo frugale e per mettersi a disposizione degli ammalati che volevano essere da lui visitati.
Alle quindici di quel giorno, per un improvviso malore, si adagiò in una poltrona e incrociando le braccia spirò serenamente all’età di 47 anni.
Il “medico santo”, dal grande intuito diagnostico, che dedicò la sua attività al servizio caritatevole dei fratelli sofferenti, fu proclamato Beato il 16 novembre 1975 da Paolo VI e proclamato Santo il 25 ottobre 1987 da Giovanni Paolo II.