L’ Apostolo della Carità

Vincenzo nacque il 24 aprile del 1581 in Guascogna da una povera famiglia contadina. Fino ai 15 anni aiutò la famiglia nel lavoro dei campi e a badare ai porci. Nel 1595 andò a studiare nel collegio francescano di Dax, con l’aiuto economico di un avvocato, che colpito della sua intelligenza, convinse i genitori a lasciarlo studiare. S’iscrisse in seguito all’Università di Tolosa per i corsi di teologia e il 23 settembre 1600 a soli 19 anni, fu ordinato sacerdote dal vescovo di Pèrigueux, poi continuò gli studi di teologia, laureandosi nell’ottobre 1604. Verso la fine di luglio 1605, mentre viaggiava per mare da Marsiglia a Narbona, la nave fu attaccata da pirati turchi ed i passeggeri, compreso Vincenzo, furono fatti prigionieri e venduti a Tunisi come schiavi. Vincenzo fu venduto a tre diversi padroni, dei quali l’ultimo, era un frate rinnegato che per amore del denaro si era fatto musulmano. La schiavitù durò due anni, finchè riacquistò la libertà fuggendo su una barca insieme al suo ultimo padrone da lui convertito; attraversando avventurosamente il Mediterraneo, giunsero il 28 giugno 1607 in Provenza e poi a Roma. Vincenzo rimase a Roma per un intero anno, poi ritornò a Parigi dove riuscì a farsi assumere come cappellano di corte. Nel 1612 fu nominato parroco di Clichy, alla periferia di Parigi. Colpito dall’esemplare vita cristiana d’alcuni suoi parrocchiani, Vincenzo appena 31 enne, lasciò da parte le preoccupazioni materiali e i propositi di carriera per dedicarsi con amore ai disagiati. Il 20 agosto 1617 Vincenzo fondò la prima opera di “Carità”, le cui associate presero il nome di “Serve dei poveri”, con regolamento approvato dal vescovo di Lione, basato sul concetto dell’Amore che vede in ogni povero la presenza di Gesù. Intanto nel 1623 Vincenzo si laureò in diritto canonico a Parigi. Vivendo a Parigi, constatata la presenza drammatica della povertà, fondò in questa città nel 1629, le “Dame della Carità” delle quali fecero parte anche le nobildonne; questo permise alla nobiltà parigina di contribuire economicamente alle iniziative dell’associazione. Nel 1634 a Parigi, Vincenzo organizzò un “Hotel Dieu” che fu un concreto aiuto per famiglie povere, orfani, ex detenuti, schiavi e punto di riferimento per le missioni rurali. Le prime “Carità” vincenziane sorsero in Italia a Roma nel 1652, a Genova nel 1654 e a Torino nel 1656. Grazie al finanziamento dei signori Gondi e dell’appoggio dell’arcivescovo di Parigi, Vincenzo, diede vita alla “Congregazione della Missione” costituita da “Preti della Missione”, comunemente chiamati “Lazzaristi”, con il compito di predicare nei villaggi di campagna e occuparsi dell’assistenza spirituale dei detenuti e insegnare catechismo nelle parrocchie nei mesi estivi. Questa “Congregazione della Missione” fu approvata il 24 aprile 1626 dall’arcivescovo di Parigi e da papa Urbano VIII il 12 gennaio 1632. Attraverso l'”Opera degli Esercizi Spirituali” i Lazzaristi divennero, di fatto, i più prestigiosi e qualificati formatori dei futuri sacerdoti. Vincenzo diede vita, anche, ad una nuova famiglia religiosa che prese il nome di “Figlie della Carità” con approvazione da parte dell’arcivescovo di Parigi nel 1646 e nel 1668 dalla Santa Sede. Queste suore offrono con Amore la loro attività caritatevole per ogni sorta di miseria umana negli ospedali e costituiscono, ancor oggi, la Famiglia religiosa femminile più numerosa della Chiesa. Nel 1660, anno della morte del fondatore, le “Figlie della Carità” avevano già una cinquantina di Case. Il grande apostolo della Carità, si spense a Parigi la mattina del 27 settembre 1660 a 79 anni; fu proclamato Beato da papa Benedetto XIII il 13 agosto 1729 e canonizzato da Clemente XII il 16 giugno 1737. Leone XIII il 12 maggio 1885 lo proclamò patrono delle Associazioni cattoliche di carità.