La giovane che offrì tutto al Signore

Lucia nacque a Siracusa e fu martire nel 302 a causa della persecuzione di Diocleziano. Si narra che la giovane Lucia effettuò insieme a sua madre un pellegrinaggio a Catania per implorare a Sant’Agata la guarigione della madre affetta da emorragia. Quando furono a Catania davanti al sepolcro di Sant’Agata, Lucia incitò la madre ad avvicinarsi e a toccare il simulacro con assoluta fede e fiducia nella guarigione miracolosa. Nella stessa notte Lucia sognò Agata che la informava dell’avvenuta guarigione della madre predicendo pure il suo futuro martirio a gloria del Signore. La madre, difatti, guarì all’improvviso e questo evento miracoloso portò Lucia al desiderio di consacrarsi a Cristo. Tornata a Siracusa dispensò il fidanzato facendo conoscere coraggiosamente la volontà di seguire il Signore. Il fidanzato appresa la notizia la denunciò al governatore Pascasio che la fece arrestare e la sottopose a torture. Ma Lucia fu forte e resistette ai torturatori tanto che Pascasio impazientito la condannò al rogo ma le fiamme, per volontà Divina, non riuscirono a bruciarla. Tanto fu lo stupore dei carnefici e della folla e tante furono le conversioni. Lucia, però, fu uccisa da un fendente di spada alla gola e poi fu decapitata. La devozione per la giovane vergine martire si diffuse in tutto il mondo. A Siracusa la tradizione popolare vuole che, dopo avere esalato l’ultimo respiro, il corpo di Lucia fu devotamente tumulato nello stesso luogo del martirio. Infatti, secondo la pia devozione dei suoi concittadini, il corpo della santa fu riposto in un arcosolio, cioè in una nicchia ad arco scavata nel tufo delle catacombe e usata come sepolcro. Fu così che le catacombe di Siracusa, che ricevettero le sacre spoglie della martire presero da lei anche il nome e ben presto attorno al suo sepolcro si sviluppò una serie numerosa di altre tombe di cristiani.