Il giovane seminarista modello di fedeltà

Nacque il 7 gennaio 1931 a San Valentino, borgo vicino a Castellarano, in provincia di Reggio Emilia. Suo padre Roberto e sua madre Albertina gli diedero una solida educazione religiosa che rispecchiava concretamente una tradizione familiare forte nella religiosità. Dopo che Rolando fece la cresima, il 24 giugno 1940 egli volle confessarsi ogni settimana e ogni mattina di buon ora si alzava per poter partecipare alla Santa Messa nella quale era impegnato come chierichetto. Un giorno Rolando disse ai genitori: “Voglio farmi prete per salvare tante anime, poi partirò missionario per far conoscere Gesù ai lontani”. I suoi genitori diedero il loro consenso e così Rolando nel 1942 entrò in seminario vestendo, con sua immensa gioia, l’abito talare. Rolando si distinse sia negli studi sia nei rapporti con gli altri seminaristi; la sua bontà e il suo senso di condivisione lo portavano spesso a dividere con essi anche i dolci e la frutta che i genitori gli portavano in occasione delle loro visite. Essendo dotato di una bella voce fece parte del coro e inoltre, per la sua passione alla musica, studiò anche l’harmonium. Nei periodi di vacanza, nel suo paesino, era solito cantare insieme a suo padre nel coro parrocchiale e organizzava giochi edificanti per i ragazzi del borgo. Nel 1944 i tedeschi occuparono il seminario e i seminaristi ritornarono nelle loro famiglie. Rolando continuò a studiare a San Valentino senza trascurare la Santa Messa quotidiana, i momenti di preghiera e di adorazione Eucaristica nella chiesa parrocchiale. I tempi furono molto tristi e si assisteva alle scorrerie di squadre fasciste e di partigiani con violenze anche ai civili; molti preti erano stati uccisi nell’Emilia. I suoi genitori preoccupati lo consigliarono di non indossare al momento la talare ma egli rispose: “Io studio da prete e la veste è il segno che io sono di Gesù”. Rolando non abbandonò mai quell’abito che era espressione del suo impegno di servizio a Gesù per tutta la vita; il senso pieno di appartenenza a Gesù. Il martedì del 10 aprile 1945 quando Rolando, dopo aver partecipato alla Santa Messa del mattino, andò a studiare come era solito fare nel bosco. Ma passato mezzogiorno i genitori, non vedendolo arrivare per il pranzo, preoccupati lo andarono a cercare nel bosco. Purtroppo trovarono un biglietto sui libri, sparsi per terra, sul quale era scritto: “Non cercatelo. Viene un momento con noi partigiani”. Rolando fu spogliato della veste nera e fu frustato con la cinghia dai sequestratori e subì offese e insulti di ogni genere e fu messo a morte. Fatto inginocchiare ai bordi di una fossa gli spararono due colpi di pistola. Era il 13 aprile 1945 e Rolando aveva appena 14 anni. La veste nera arrotolata a mo’ di palla fu oltraggiata e come un trofeo fu fatta trovare appesa sotto un porticato vicino alla casa della famiglia Rivi.