Il Santuario sorge sul promontorio di Gibilmanna, detto “monte della grazia” o “del dono divino”, a 750 metri dal mare, nei pressi di Cefalù in provincia di Palermo. La chiesa era parte di un monastero benedettino eretto, nel VI secolo secondo la tradizione, da San Gregorio Magno prima che fosse eletto pontefice. Nel tempo l’edificio monastico andò a deteriorarsi rimanendo solo la piccola chiesetta che fu, per molti anni, in custodia di diversi eremiti e nel 1279 fu affidata ad un frate agostiniano. Nel 1535 Padre Sebastiano Majo da Gratteri, uno dei primi aderenti alla riforma cappuccina, si stabilì a Gibilmanna, e costruì accanto alla vecchia cappella benedettina un piccolo edificio conventuale, con sei piccole celle. Durante la permanenza nel Santuario, Padre Sebastiano, nel 1576 durante la celebrazione della Santa Messa, nell’antica Chiesetta, ebbe l’apparizione di Gesù Ecce Homo, che lo invitò a dipingerLo così come lo vedeva. Padre Sebastiano dipinse un bel quadro che è attualmente esposto nel Santuario. Nel 1619 venne nominato “padre guardiano” del convento il cappuccino Sigismondo da Pollina che si prodigò per la costruzione di una nuova chiesa al posto di quella benedettina, insufficiente a contenere i pellegrini. La chiesa fu completata nel 1623. Dalla piccola chiesetta benedettina vennero prelevati e portati nella nuova chiesa un affresco in stile bizantino raffigurante la venerata immagine della Madonna, la statua della Vergine con il Bambino e un antico Crocefisso in stile bizantino. Mentre dietro l’altare maggiore della nuova chiesa venne posto un nuovo dipinto raffigurante l’Assunta e per le pareti laterali vennero fatti realizzare due quadri, uno dedicato all’Angelo custode e uno a San Michele Arcangelo. Entrata in funzione la nuova chiesa, la vecchia chiesetta benedettina venne abbattuta. Il Santuario fu abbellito, nel 1785, con un altare molto pregiato di stile barocco appartenuto alla cattedrale di Palermo. Durante il corso degli anni, al Santuario e al convento furono apportate migliorie e accorgimenti necessari per accogliere i pellegrini sempre più numerosi.

La storia della Statua

La bellissima statua raffigurante la Madonna con il Bambino, che tuttora è venerata nel santuario, secondo la tradizione, fu avvolta in un panno di lana e abbandonata. La statua fu recuperata nel giorno di Pasqua del 1534 da un cappuccino che ebbe in sogno la Madonna che indicava con esattezza il luogo dove era stata posta in abbandono. La statua venne caricata su un carro trainato da buoi che, lasciati in libertà, condussero la statua nella chiesetta di Gibilmanna. La statua in marmo alabastro di finissima fattura, che si attribuisce alla scuola del Gagini, emana un fascino tale da destare stupore. Nel 1760, l’immagine marmorea della Madonna fu incoronata da Mons. Castelli, Vescovo di Cefalù, con le corone d’oro mandate dal Capitolo Vaticano